Carla Bertoli - Sezione Critiche - Italiano 

tecnica mista, tecnica del mosaico con materiali di riciclo...

Critiche




Pier Antonio Trattenero, Critico d'Arte

Giugno 2021
Ho conosciuto l'arte di Carla Bertoli attraverso Facebook, non scrivo per esprimere un giudizio ma per commenta una frase di P. Di Matteo, "I suoi temi sono legati a doppio filo alla cultura popolare, ma la poetica della Bertoli è elevata dal suo piglio da filosofa, grazie a cui esplicita sui supporti tematiche riconducibili alle difficoltà del vivere." Trovare una artista che sappia interpretare questi concetti con l'arte oggi è raro, la cultura popolare, l'angoscia del vivere. L'aggancio a un concetto espresso da M. Heiddeger, secondo il quale una vita piena di significato è possibile solo con il superamento della banalità, è pienamente interiorizzato da questa pittrice che ha il coraggio spingersi oltre e prendere in considerazione la tematica dell'ambiente. Di Matteo riconosce in lei il complemento di essere artista pienamente calata nell'attuale, l'arte supera la dimensione del tempo nella sua attribuzione fisica e filosofica per concettualizzarsi nella dimensione del presente dipinto sulla tela senza la pretesa di detenerlo, ma restituendogli la dimensione del presente nella sua forme di apparire, tra cromatismi originali e personali intuizioni di cui l'arte si nutre.

Carla io non posso aggiungere nulla a coloro che ti hanno intervistato, sono bravi e hanno evitato qualsiasi protagonismo lasciandoti i giusti spazi Dico solo che la tua arte è cammino lungo i magici sentieri della conoscenza, ti fermi a rimirare un fiore e ti accorgi che quel fiore l'avevi già pensato, ti chiedi dove, in città soffocato dai rifiuti. Allora l'hai reso visibile e l'hai trasformato in un volto di donna, un volto che soffre, un volto reciso come il fiore, ne hai carpito i segreti e in silenzio ti sei accomunata. Il silenzio degli artisti non ha parole, ha gesti di compietas, non chiede, dà.

Voglia la tua arte nutrirsi di silenzio, un silenzio che grida all'umanità che quel cammino è ancora lungo ma che l'artista è già pronto a percorrerlo.


Carla Bertoli Arte e autorappresentazione
Quando è difficile de-lineare le capacità di auto rappresentazione di una artista come Carla Bertoli? Certamente è impegnativo. Quando sembra che il tentativo sia andato a buon fine ti sfugge e riappare trasformata. Forse è questo il concetto che definisce la pittura di Carla, valente artista. Si ispira alla pop art ma la reinterpreta e non è una interpretazione banale. Autorappresentarsi significa mettere in gioco il proprio essere, trasferire significati alla tela con il rischio di non essere capiti. Forse è questo il dramma dell’artista, agire per rompere un silenzio e gridare al mondo la propria essenza. Tragedia? Forse no! Ma invocazione all’essere. Carla prima di tutto di si rivolge a se stessa, unica via di comunicazione per essere credibile. Allora le sue opere trasudano di autentici interrogativi esistenziali, segreti se volete, ma palesati dalla sua arte. La visione di un mondo credibile e sostenibile, il recupero della materia come via d’uscita al rifiuto di vivere con autenticità, i cromatismi ben evidenti per non essere venati dal silenzio. E tutto scorre fluido, tutto si concatena per offrire punti di riflessione e prospettive nuove. Non servono molte parole per renderle giustizia, seve soffermarsi davanti all’opera, dialogare e poi un poco stravolti sorriderle e dirle “Stavolta l’hai combinata grossa, mi hai indotto a pensare.” In un mondo che ha smesso di pensare affidiamoci alla magia della sua arte.

Un critico che non critica, Pier Antonio Trattenero.

Critico d'arte Pier Antonio Trattenero. Giugno 2021




Pasquale Di Matteo, Critico d'Arte

Maggio 2021
Carla Bertoli è un'osservatrice analitica del suo tempo, capace di cogliere l'essenza delle cose, sviscerando sui supporti sensazioni, emozioni e sentimenti scaturiti dalle sue analisi.

Carla Bertoli è un’artista che strizza l’occhio alla Pop Art con una visione personale del colore e della composizione.

I suoi temi sono legati a un doppio filo alla cultura popolare, ma la poetica della Bertoli è elevata dal suo piglio da filosofa.

Le donne ricorrono spesso nelle figurazioni di Carla Bertoli, ora persone comuni, altre volte personaggi famosi, ma l’artista ha la capacità di cogliere in espressioni che parlano da sé e sanno raccontare la loro anima.
Un'artista la cui peculiare vivacità cromatica racconta il nostro tempo con particolare attenzione all'emancipazione femminile, ai disagi dei più deboli e alle esigenze dell'età evolutiva.
La sua Pop art è uno schiaffo che suona la carica, che sveglia chi dorme o è silente come mille parole non saprebbero fare.

Carla Bertoli è particolarmente attenta all’ambiente, tanto che le sue opere sono realizzate con materiali di recupero che l’artista compone e dipinge come un puzzle, usando il suo singolare approccio alla tecnica del mosaico.

Carla Bertoli è un’artista che sa raccontare il proprio tempo come pochi ed è una valida espressione dell’Arte Contemporanea.

Carla Bertoli è inserita nel primo volume de I VERI ARTISTI CONTEMPORANEI, a cura di Pasquale Di Matteo. Maggio 2021

Pasquale Di Matteo




NUOVE POLIFONIE ARTISTICHE




Anna Maria Stefanini, Giornalista

Marzo 2021
La comparsa della bottega artigiana, cui è seguita la bottega artistica (quella dove hanno studiato Giotto, Leonardo, Raffaello etc.) ha rappresentato un vero cambio di paradigma nella nostra curva antropologica:
il primato dell’ingegno e della creatività sulla materia prima.

Carla Bertoli segue il percorso e si libera della creatività che è in lei rilasciandola negli intensi poliformismi e policromie delle sue opere. Quella medesima sintassi cui Carla approda partendo dalla materia nei suoi stati più elementari:
pigmenti, forme e superfici da manomettere come le unità semantiche minime di un testo.

Il risultato dell’intenzionalità è uno sguardo stereometrico che utilizza la divergenza per conferire evidenza alle cifre artistiche individuali, di grande spessore. Carla Bertoli lavora con la materia prima e con la creatività;

con differenti modi ma un unico punto d’incontro.

Anna Maria Stefanini




Pasquale Di Matteo, Critico d'Arte

Ottobre 2019
L’arte di Carla Bertoli è una continua ricerca stilistica, in cui la pittura incontra il mosaico e dove la bidimensionalità si carica di applicazioni materiche, per lo più pezzi di oggetti di recupero, fino a scoprire nuove geometrie e diverse dimensioni.

Tecnica mista che fonde ricerca, cultura, pittura e un taglio moderno del mosaico, Carla Bertoli converte l’uso dei materiali di recupero in forma artistica, utilizza elementi riciclati con la tecnica del mosaico e li trasforma in pezzi pittorici e volumetrici che compongono le parti del supporto in 3D.

IL FILONE DELLA POP ART

Carla Bertoli esprime molto di sé attraverso tutti i suoi lavori e, con la Pop Art, l’artista sperimenta un’attenzione particolare per il campo visivo, alla ricerca di espressioni nascoste, di segreti mai raccontati, di storie che meriterebbero maggior sorte e che, invece, per colpa della limitata capacità di ascolto del senso visivo, troppo spesso restano sopiti, nella preoccupante indifferenza che è protagonista del nostro tempo.
La Bertoli, attraverso questa sua espressione artistica, alimenta il desiderio di scoprire, quella curiosità alla base di ogni invenzione.
E l’oggetto della sperimentazione dell’artista lombarda è senza dubbio l’essere umano, con le sue mille sfaccettature; infatti, le inquadrature suggestive che caratterizzano buona parte dei ritratti Pop Art della Bertoli sono l’emblema di questa sua ricerca, in cui ella non risulta essere una semplice pittrice, ma una detective dell’anima.
Occhi che raccontano, espres-sioni a cui mancano soltanto punti esclamativi, non sono altro che il retaggio di un percorso comunicativo cui la Bertoli sembra ambire, non tanto per padroneggiare uno stile ricercato, bensì per spiegare al mondo che l’uomo è un animale sociale e che ha necessariamente bisogno dei suoi simili per non essere inutile.
Carla Bertoli ci invita, quindi, a una maggior attenzione per gli altri, per chi ci sta intorno, suggerendoci di non fermarsi a un’occhiata fugace, perché il senso della vista non è in grado di elaborare nulla che possa essere capace di andare oltre, oltrepassando lo strato apicale dell’immagine.

Con l’opera CIAO MONDO, del 2014, Carla Bertoli rafforza il suo desiderio di sfondare la superficialità dell’immagine, per raggiungere lo spessore e la profondità delle persone.
In questo suo omaggio a Mina, l’artista focalizza l’attenzione su una star che, all’apice del successo, ha deciso di allontanarsi dalla televisione, da quel mondo dell’immagine verso cui correvano tutti gli altri.
Tale decisione non ha certamente scalfito né la popolarità della grande cantante, tanto meno ne ha limitato i successi; al contrario, intorno al suo personaggio si è intessuto un velo di mistero che, se da un lato ha avuto la funzione di mantenere un contatto con i fans, dall’altro ha permesso alla cantante italiana più famosa di riprendere in mano le redini della propria vita.

DONNE, PERSONE, STAR

In Carla Bertoli prevale un’attenzione particolare per il mondo femminile, con le sue contraddizioni, la sua storia, l’emancipazione, i soprusi, le violenze, la sensualità, la femminilità, in un caleidoscopico mondo di colori, attraverso i quali la Bertoli racconta, esaltandola, l’importanza delle donne nel mondo. Donne comuni o importanti, star internazionali o sconosciute, in Carla Bertoli ottengono lo stesso spazio e il massimo rispetto, nella raffinata ricerca dello spessore interiore, abiurando la superficialità dell’immagine.

OBAMABURGER

La metafora dell’hamburger, la grandezza dell’umiltà Nel suo continuo racconto del presente, Carla Bertoli sembra attratta dagli episodi significativi che esulano dai cerimoniali, dalle regole, dagli schemi di una società contemporanea in cui si parla molto di emancipazione, di altruismo, di uguaglianza, ma troppo spesso ai discorsi carichi di pathos non seguono fatti concreti.
Al contrario, viviamo in un tempo in cui le disuguaglianze e la suddivisione in strati sociali sono più marcate che mai.
Perciò, quando Barack Obama abbatte i vincoli e i costumi che dovrebbero imporre una serie di comportamenti a un politico di tal calibro, concedendosi una pausa in un fast food, immediatamente la Bertoli riesce ad andare oltre l’immagine, sviscerando l’accaduto, analizzandolo, per poi declinare la potenza mediatica del messaggio attraverso la pittura.
La Bertoli riesce a cogliere la forza della metafora dell’hamburger, del grande politico che è umano, al servizio della gente comune e non solo dei potenti, di quelli che frequentano i locali di lusso.
E proprio la capacità di cogliere queste sottigliezze fanno della Bertoli un’attenta narratrice del nostro tempo.

LA FORZA DIROMPENTE DELL’UMILTA’

Ripercorrendo le stesse strade battute da alcuni grandi maestri del passato, Carla Bertoli fa proprie le istanze degli ultimi, delle persone ai margini della società, degli umili di cui non importa a nessuno.
L’artista, infatti, declina espressioni e sentimenti di persone comuni, che diventano protagoniste, al pari di altre opere in cui a prevalere sono personaggi famosi.
D’altronde, la Bertoli focalizza sempre l’attenzione su aspetti più profondi della semplice notorietà, facendo pro-prio dell’umiltà e della normalità le sue tematiche più gettonate, attraverso le quali l’artista riesce a declinare sulle tele la propria anima e tutte le inquietudini che le scaturiscono dentro dal vivere.

Grande attenzione per gli occhi e per il mondo animale.
Carla Bertoli, oltre a nutrire il desiderio di dare più spazio agli ultimi, espone in maniera importante la sua visione del futuro, auspicando una maggiore attenzione per gli animali, in un dualismo uomo e ambiente dove avere ris-petto per tutti gli esseri viventi.
La Bertoli, dunque, usa gli occhi per osservare con il cuore.

LA SUGGESTIONE DEL FUMETTO

Altro filone artistico di Carla Bertoli è quello rappresentato dai ritratti degli eroi dei fumetti, di quelle serie di un passato dimenticato e che oggi sono state sostituite da altre storie.
Si diceva che quegli episodi fossero violenti e troppo tristi, ma oggi ci accorgiamo che sono stati soppiantati da molti, troppi cartoni diseducativi e volgari, incapaci di creare quell’empatia che si instaurava con gli eroi che guidavano i robot con i quali si salvava il mondo.
Attraverso le sue opere, Carla Bertoli ci ripropone quell’epoca, riportando in vita eroi dei quali i bambini avrebbero bisogno, personaggi romantici e intrisi di valori che oggi sono stati sostituiti dai dispositivi elettronici e dalla fredda pericolosità dei Social.
Attraverso questa serie di lavori, la Bertoli si fa promotrice di una riscoperta di valori e di sentimenti che oggi i giovani non sono più capaci di provare, perché stimolati da altro.
La coesione, l’amore, il lottare per un sentire comune, l’aggregazione per difendere l’identità di una società, oggi sono state soppiantate dall’esaltazione del personaggio, delle individualità, del protagonismo a ogni costo.
Un tempo, i ragazzini sognavano di salvare il mondo dai cattivi, come gli eroi che guidavano i robot o quelli che avevano qualità superiori che mettevano a disposizione di tutti, rischiando persino la vita.
Un romanticismo e uno spessore sostituito dalla psicosi dei like sui Social e dalla paranoica voglia di emergere a ogni costo, calpestando tutti gli altri, che accomuna i giovani del nostro tempo.
Carla Bertoli è un’autentica narratrice del nostro tempo.

Milano, Ottobre 2019

Pasquale Di Matteo





Franco Rotella, Art Director Studiorotella

Gennaio 2019
I lavori di Carla Bertoli che riescono a coinvolgere emozionalmente sono certamente quelli che Carla identifica come Pop Art.

Lo sguardo ipnotico di "Valentina" in un primo piano di tenera eleganza costruttiva, in una contrapposizione del rosso e del nero, propone e unisce il caldo e il freddo, di matrice percettiva, proprio della natura del personaggio.

In "Sensual smoke", la logica diagonale dell’insieme amplifica lo stato di stordimento dell’atto, in una condizione di consunzione materica e esistenziale, quasi un messaggio di morte.

In "Thinking of you", la concertazione di elementi costruttivi, modulati in una proiezione fluttuante, sembra comunicare il bisogno di entrare dentro per essere con l’altro, fino in fondo, quasi a possederlo, non solo fisicamente, ma emozionalmente.

Penso che Carla Bertoli debba continuare a esserci in questo percorso di ricerca, dove sembra viverlo come essenza della sua stessa esistenza.

Napoli, Gennaio 2019

Franco Rotella





Elena Ferrari

L’arte di Carla Bertoli
Gennaio 2018

L’arte scorre forte nelle vene di Carla Bertoli grazie al bisnonno, abile intagliatore ed al padre, artista orafo. Da qui l’amore per l’arte, il bello e la cultura.

Tra le sue passioni anche l’amore per le pietre dure e i cristalli, da cui in pittura trae spunto per attuare la propria crescita e cambiamento, innescando in lei una conseguente spinta introspettiva.

Le sue opere rispecchiano il proprio buon gusto e una continua ricerca dell’innovazione. Questo ha portato Carla Bertoli ad interessarsi, con studi personali, alla sperimentazione dell’utilizzo dei materiali usati o di recupero, affiancandoli o mescolandoli tra loro. L’obiettivo è quello di creare nuove sensazioni visive e tattili, in particolare, azzardando nel proporre all’interno delle sue opere, elementi complementari o in antitesi fra loro, suscitando la curiosità del fruitore e catturandone completamente l’attenzione.

Il percorso artistico perseguito dall’artista, l’ha portata a prediligere il ritratto. Volti raffigurati in insolite inquadrature, vengono accesi ed evidenziati dai colori squillanti della Pop Art. Volti, o forse anime nascoste. Ognuno con una storia diversa da raccontare. O con segreti da celare. Ogni dettaglio è ricco di significato. Ogni colore o forma racchiude in sé la necessità di trovarsi in quella posizione, come fossero tanti piccoli tasselli di un mosaico, necessariamente collocati al loro posto. L’arte per Carla è dunque una metafora, dove ogni volto nasce e prende forma prevalentemente per conoscere se stessa, basandosi su teorie filosofiche incentrate sull’introspezione e sulla ricerca del sé.


Milano, Gennaio 2018

Elena Ferrari





Onorevole Gianni Turina

Giugno 2016
L'incontro con Carla Bertoli e le sue opere esposte a Cittaducale nell'ambito della rassegna "L'Arte Oggi nel regno Angioino" hanno costituito una importante occasione per la rivisitazione di un percorso artistico articolato e complesso.

La sua mostra personale, allestita nella sala esposizione di Palazzo Maoli, mette in evidenza un linguaggio pittorico attuale e ricco nelle articolazioni tecniche, assorbite ma attualizzate, dal bisnonno intagliatore di legno e dal padre orafo ed artista.

Una ricerca continua che trova ispirazione in personaggi famosi per lanciare messaggi sociali che evocano momenti emozionali carichi di energia creativa anche attraverso il riciclo di materiali, che recuperati, conferiscono una vitalità storica all'opera.

I ritratti realizzati con un particolare taglio fotografico esprimono modi di essere e di comunicare enigmatici ed in tutti si evidenzia una espressione di sottile ironia come per esorcizzare anche situazioni e momenti particolarmente complessi.

Carla Bertoli, si esprime in modo dinamico e le sue opere costituiscono una continua sperimentazione nella tecnica e nel linguaggio, rafforzate anche dalle sue esperienze nel settore del mosaico e dalle frequentazioni culturali.

La sua presenza a Cittaducale consentirà al pubblico di godere di opere suggestive, tutte da scoprire in profondità e di rafforzare il dibattito culturale sulle nuove tendenze artistiche.

Cittaducale 10 giugno 2016

Gianni Turina





Elisa Bergamino Giornalista Critico d'Arte

Giugno 2016

Nel mondo di Carla Bertoli non si può entrare disattenti e di fretta, con la mente concentrata in altri pensieri. La sua arte è un luogo di culto dove si accede in silenzio, senza premura e inclini ad ascoltare.
In ogni viso rappresentato c’è la società contemporanea, il nostro tempo amalgamato di passato e affacciato al futuro. Dunque passato, presente e futuro si fondono e poesia ed utopia conducono il pubblico ad esplorare un universo per molti sconosciuto, un universo capace di conquistare anche l'osservatore più severo.
Le opere di Carla Bertoli sono frutto di un lungo processo di analisi tesa ad esternare i significati di una realtà che ha nei volti rappresentati, nella luce e nel colore la sua chiave di lettura. In esse l’artista ha racchiuso e racchiude tutto il suo mondo, una profonda lirica fatta di intimismo e di consapevolezza.
I soggetti che l’Artista sceglie di dipingere devono essere in qualche modo un suo alter-ego. Ritratti che rappresentano principalmente donne, figure del suo tempo, spesso colte da un'angolazione realista. Sono volti dai tratti energici, autorevoli o malinconici. Tratti che descrivono forti personalità, desiderio di affermazione, spirito di iniziativa, coraggio. O ancora… Personalità apparentemente impenetrabili, fini, sensibili, sensuali. Ritratti, quindi, che respirano la stessa aria di colei che li ritrae. E' quindi facilmente intuibile come la realizzazione delle composizioni costituisca per l'artista stessa una sorta di viaggio introspettivo.
In molti hanno già parlato con dovizia di particolari dell'arte e della tecnica pittorica di Carla Bertoli, è quindi necessario fermarci sulle intuizioni e sulla concettualità contenuta nelle sue opere.
Volti che fissano il vuoto astrattamente, il pensiero è tutto interiore. L’arte della Bertoli parte sempre dalla constatazione della realtà, restituendocene la meraviglia e il magone in un incessante diario per immagini che diviene un memento della nostra condizione di umani e di moderni. Si tratta di composizioni realizzate con struggente passione, volte a rendere visibili l'emozione e la ragione con la quale ella dipinge.
Per la Bertoli creare è un’esigenza, non è un “tempo” puramente decorativo, ma si traduce nel constatare che il suo pensiero non può affidarsi unicamente alle immagini. Nasce quindi l'intuizione che scandaglia l'inconscio collettivo, producendo un linguaggio estetico a somiglianza speculare dell'originario poetico che è in noi e che consente di porci di fronte all'opera d'arte allo scopo di sensibilizzare e commuovere il fruitore alla scoperta del concetto dell'opera e del contenuto poetico che riesce ad emozionarlo.

Elisa Bergamino





Giorgio Falossi Storico d’Arte

Carla Bertoli:
REGISTRO DI TONALITA' PSICHICHE
Luglio 2012

Ho avuto modo di vedere alcune sue opere in Internet. Un lavoro di ricerca notevole specie sulla figura in cui la forma prende varie consistenze e vari colori dando concetti misteriosi dell’essere umano. Figure sempre in rapporto con l’ambiente, con il cosmo, con la natura in un concettualismo che va dall’etico al sociale, costruite su di un faticoso rapporto di frammenti, di segmenti, di sfumate cromie.
Siamo alla forma consistente ma elaborata, alla forma materica ma spiritualizzata, registro di tonalità psichiche che parte dall’emozione per realizzarsi in fantasia e in scoperta.
Carla Bertoli umanizza istinti e bisogni impegnando la sua ricerca artistica in un percorso umano senza fine con un sottofondo simbolico di realtà, aggiungerei anche di verità e libertà, necessario a rendere tale un’opera d’arte.

Giorgio Falossi





Guido Folco Storico d’Arte

Carla Bertoli:
LA MATERIA DELLO SPIRITO
Luglio 2011

Come non pensare che l'arte possa essere anche, se non soprattutto, sfida all'attualità, al tempo, all'immortalita'?
Ne e' esempio contemporaneo l'opera di Carla Bertoli, coraggiosa interpretazione di un linguaggio per immagini, segni e colori, quindi universale ed eterno nella sua immediata percezione.
L'artista guarda il mondo, lo scorrere del tempo, l'avvicendarsi della storia e dei suoi protagonisti, piu' o meno noti oppure di quotidiana e familiare vicinanza e ne delinea lo spirito in un disfacimento corporale formale e cromatico.
Metafora dell'effimera esistenza umana, l'opera di Carla Bertoli sembra interrogare l'osservatore sul senso della vita e sull'eterno conflitto tra spiritualità e fisicita'.
Il colore intenso, l'utilizzo di materiali in sovrapposizione a creare tridimensionalita', quasi una scultura a mosaico, affermano una consistenza materiale dell'essere, ne indagano l'essenza, ma allo stesso tempo quest'operazione dell'autrice viene come dissolta nell'onirica visione del soggetto, che sembra sfuggire alle regole anatomiche, sfaldarsi nel sogno e nell'immaginazione.
Nel variegato mondo di Carla Bertoli trovano posto anche personaggi famosi, assurti a icona della modernita'. A loro, omaggio alla vita e all'ideale, l'artista ha dedicato opere di forte intensita.

 Quadri Pop Art di Carla Bertoli - 'The Silence' Dedicated to Marina Abramovic - Tecnica mista 90x90 - Anno 2010

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 Quadri Pop Art di Carla Bertoli - Twiggy Forever - Tecnica mista 90x90 - Anno 2011

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 Quadri Pop Art di Carla Bertoli - Reflection - Tecnica mista 60x80 - Anno 2011

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Ad esempio, l'opera intitolata "The Silence of Marina Abramovic" incentrata sulla figura dell'autrice serba nata a Belgrado nel 1946, divenuta famosa per le sue installazioni con cui crea un dialogo serrato tra opera e pubblico, tra corpo e mente.
Carla Bertoli, in questo ritratto dell'autrice, compie quindi un'operazione semiotica sull'essere, interpretando il corpo come 'contenitore di emozioni'. Il colore irreale e contrastato, tra blu e nero, ne delinea tratti piu' psicologici che fisici, lasciando fluire energia e intensa drammaticita'.
Anche "Twiggy Forever" rivela nuove impostazioni e ottiche interpretative.
Diversi punti focali, nell'opera di Carla Bertoli, concentrano la percezione dell'osservatore e lo inducono ad esplorare un universo cromatico che va ben oltre una tradizionale raffigurazione. Occhi, labbra, monili, guance: il viso della modella inglese e' rappresentato nella sua essenza di icona della modernita', con un gioco sottile di svelamento della realta', che trasforma il vero in fantasia.
Nel fotografico contrasto positivo-negativo, il volto assume valenza di strumento di comunicazione, messaggio subliminale e mediatico. La cultura pop rende miti i personaggi o, al contrario, sono questi ultimi a trasformare l'arte in specchio dei tempi.
In "Reflection" Carla Bertoli recupera la sua tradizione familiare e la sua formazione creativa: figlia di un Maestro Orafo che ha esposto per la ditta Cusi di Milano al Moma di New York negli anni 50/55, Carla Bertoli respira da subito l'aria dell'arte, del gusto, del bello.
Tra le sue passioni, anche l'amore per le pietre dure e i cristalli, da cui, in pittura, trae spunto per comunicare energia, interazione, comunicabilita'. L'opera rispecchia quindi anche la cultura dell'antico e dell'innovazione, come ricerca e azzardo nel proporre elementi complementari, ma distanti per concettualismo e cultura.
In questo dualismo tra corpo e anima, nella sua visione simbolica della raffigurazione del reale e dell'immaginario, dell'umano e del divino, Carla Bertoli crea i presupposti per un'arte sapiente e colta, che tiene in considerazione il passato per affrontare il presente e il futuro. non si trovano mosaici tradizionali, nei suoi lavori, bensi' frammenti cromatici di vita convulsa, globalizzata, assemblata in un meticciato concettuale simbolico di tessere di esistenza, tra storia e percezione personale; non icone mistiche, ma volti enigmatici che sp